Minoranza in transizione: lo status degli ungheresi in Slovacchia tra post-comunismo e integrazione europea

di Daniela Lai

Le minoranze soffrono spesso condizioni di vita inferiori a quelle della media della popolazione e risentono maggiormente di condizioni di instabilità politica. Ma, nel caso in cui una minoranza consistente si trovi concentrata al confine con la propria madrepatria, per quanto svantaggiata, essa può rappresentare una naturale minaccia per il rafforzamento dello stato-nazione. Gli ungheresi costituiscono il 10% circa della popolazione della Slovacchia[1]. Questo articolo analizza la loro condizione dalla dissoluzione della Cecoslovacchia ad oggi, per evidenziare i progressi compiuti e le problematiche ancora presenti.

La minoranza ungherese in Slovacchia ha goduto di uno status legale e di condizioni di vita accettabili per lunghi periodi della storia della regione. Tra il 1918 e il 1938, la democratica Repubblica cecoslovacca garantiva rappresentanza politica e diritti linguistici agli ungheresi. Con forti limitazioni, alcuni provvedimenti furono mantenuti anche durante il successivo regime comunista[2]. La caduta di quest’ultimo, tuttavia, favorì l’emergere di tendenze nazionaliste: le prime elezioni democratiche portarono alla formazione di un esecutivo guidato da Vladimir Mečiar (VPN, Public Against Violence), il cui orientamento nazionalista e anti-liberale in materia economica provocarono una crisi di governo che sfociò nelle sue dimissioni e nel suo abbandono del VPN per formare il Movement for a Democratic Slovakia (HZDS)[3].

Inoltre, l’origine del nazionalismo slovacco merita di essere menzionata. Il territorio slovacco fu governato dagli ungheresi sin dal decimo secolo, prima all’interno del Regno d’Ungheria e in seguito dall’Impero asburgico. Il dominio ungherese ostacolò lo sviluppo di un’identità nazionale in Slovacchia, regione povera e prevalentemente agricola[4]. L’identità slovacca si formò pertanto in diretta contrapposizione a mille anni di dominio ungherese. Le politiche di assimilazione e i tentativi dell’Ungheria di riconquistare porzioni della Slovacchia nel corso del ventesimo secolo hanno favorito l’insorgere di una «questione emotiva» che complica le relazioni tra la comunità slovacca e quella ungherese[5].

Mečiar ricoprì la carica di capo dell’esecutivo per gran parte degli anni ’90. Sotto il suo governo fu approvata la costituzione della neo-nata Repubblica Slovacca (settembre 1992). Due punti in particolare, nel nuovo testo costituzionale, sono rilevanti per capire la posizione della minoranza ungherese. In primo luogo, il preambolo si apre con l’espressione “Noi, la nazione slovacca” e solo in un secondo momento aggiunge i “membri di minoranze nazionali e gruppi etnici che vivono nella Repubblica Slovacca” quali fondatori della costituzione[6]. La formulazione del preambolo ha perciò la funzione di consolidare la nazione slovacca all’interno del nuovo stato e relega la comunità ungherese e le altre minoranze ad una posizione secondaria[7]. Allo stesso tempo, gli articoli 33 e 34 garantiscono diritti culturali e linguistici alle minoranze, lasciando però al legislatore il compito di definire disposizioni precise in materia. Gli sforzi del governo di Mečiar furono prevedibilmente diretti verso un’interpretazione restrittiva di questi diritti, come dimostrato dall’adozione della Legge sulla lingua del 1995, la quale favoriva l’utilizzo dello slovacco nelle comunicazioni ufficiali a scapito dell’ungherese[8].

Successivamente, i partiti d’opposizione formarono una coalizione comprendente l’Hungarian Coalition Party (SMK), raccolta  intorno all’intento di sconfiggere Mečiar alle elezioni del 1998. Il partito della minoranza ungherese prese così parte alla formazione di tutti i governi fino al 2006[9]. La svolta del 1998 fu rilevante poiché contribuì ad eliminare la retorica nazionalista dalla campagna elettorale e a costruire un clima di fiducia e cooperazione tra slovacchi e ungheresi. Tuttavia, l’unione tra i partiti d’opposizione e l’SMK era chiaramente basata sull’esigenza pragmatica di sconfiggere l’HZDS. Fu in realtà l’Unione Europea ad agire come catalizzatore per modificare in senso positivo la condizione degli ungheresi. Il progresso della Slovacchia nel cammino verso l’UE richiedeva, infatti, una modifica della Legge sulla lingua che fu effettivamente approvata, seppure in una versione mirata a soddisfare i minimi requisiti imposti da Bruxelles, al fine di evitare reazioni nazionaliste nel paese[10]. Oltre a ciò, l’Europa ebbe un ruolo rilevante nell’accelerare la regionalizzazione della Slovacchia, con conseguente devoluzione di poteri a entità all’interno delle quali la minoranza ungherese poteva influenzare maggiormente la vita politica locale[11]. Infine, l’UE ebbe una parte importante nel sostenere un miglioramento delle relazioni tra Slovacchia e Ungheria, che nel corso degli anni ’90 erano state molto tese. Ma negli ultimi dieci anni i contrasti tra le due nazioni confinanti riguardo il trattamento delle proprie minoranze non si sono certo placate[12]. Lo Slovak National Party (SNS), partito della destra nazionalista decisamente anti-ungherese, ha fatto parte della coalizione di governo guidata dallo SMER (centro-sinistra) dal 2006 al 2010[13]. Nel 2010, l’avvicinarsi delle elezioni in entrambi i paesi ha intensificato la retorica nazionalista finalizzata alla costruzione del consenso. Nel mese di maggio dello scorso anno, l’Ungheria ha infine approvato una norma che consente agli ungheresi che vivono all’estero di richiedere la cittadinanza della loro «madrepatria etnica». La risposta di Bratislava non si è fatta attendere: nello stesso giorno il parlamento slovacco ha approvato una disposizione che minaccia di privare della nazionalità slovacca qualsiasi cittadino che faccia domanda per una seconda[14].

In conclusione, sebbene il processo di integrazione europea abbia contribuito in modo insostituibile all’adozione di politiche più democratiche in materia di trattamento delle minoranze, pare che l’UE non sia riuscita a imporre a slovacchi e ungheresi un senso di appartenenza ad un’identità comune che potesse creare cooperazione e integrazione tra le due comunità confinanti, oltre il limite del confine geografico degli stati-nazione, in teoria poco rilevante nell’Europa unita. Le continue polemiche tra Slovacchia e Ungheria e l’esistenza di gruppi nazionalisti e xenofobi che, seppur minoritari, fanno leva su sentimenti diffusi tra la popolazione, dimostrano che la questione non è affatto chiusa.


[2] K. Henderson, Minorities and Politics in the Slovak Republic, in S. Trifunovska (ed.), Minorities in Europe : Croatia, Estonia and Slovakia, The Hague: T.M.C. Asser press, 1999, p. 143.

[3] F. Müller-Rommel and D. Malova, Slovakia, in Jean Blondel and Ferdinand Mueller Rommel, Cabinets in Eastern Europe, Palgrave, 2001, p. 73.

[4] Michael Carpenter, Slovakia and the Triumph of Nationalist Populism, Communist and Post-Communist Studies, Vol. 30, No. 2, 1997, pp. 207-209.

[5] K. Henderson, Minorities and Politics in the Slovak Republic, in S. Trifunovska (ed.), Minorities in Europe : Croatia, Estonia and Slovakia, The Hague: T.M.C. Asser press, 1999, p. 151.

[7] M. Rooker, The Legal Situation of Slovakia’s Minorities, in S. Trifunovska (ed.), Minorities in Europe: Croatia, Estonia and Slovakia, The Hague: T.M.C. Asser press, 1999, p. 176.

[8] M. Rooker, op. cit., p. 347.

[9] F. Müller-Rommel and D. Malova, op. cit., p. 76.

[10] P. van Duin and Z. Poláčková, Democratic Renewal and the Hungarian Minority Question in Slovakia: From populism to ethnic democracy?, European Societies, 2(3) 2000, p. 349.

[11] D. Malová and A. Világi, Policy report on the Hungarian minority in Slovakia, A policy report for EUROREG, January 2007.

[12] L’Ungheria ospita a sua volta una piccola minoranza slovacca. The National and ethnic minorities in Hungary, http://www.mfa.gov.hu/NR/rdonlyres/9F2D180E-538E-4363-AA5E-3D103B522E3B/0/etniang.pdf.

[13] L’alleanza con l’SNS è persino costata allo SMER la sospensione dal Partito del Socialismo Europeo. SMER suspended from PES political family, http://www.pes.org/en/news/smer-suspended-pes-political-family, accessed 15/02/2011.

[14] Slovaks retaliate over Hungarian citizenship law, BBC NEWS http://www.bbc.co.uk/news/10166610 e Slovak President Gasparovic sends back patriotism law, BBC NEWS: http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8577338.stm.

 

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