Crisi alimentare nel Corno d’Africa: la vita di due milioni di bambini è a rischio

Di Paola Aguglia,

«I bambini in Africa muoiono di fame», lo abbiamo sentito dire così tante volte da diventare quasi un luogo comune che non sconvolge più. Dietro però si nasconde tutta la tragicità delle storie vere. E questa storia vera sta raggiungendo il massimo della sua tragicità proprio in quest’ultimo mese. È stata dichiarata a livello mondiale l’emergenza per quella che sarà probabilmente la peggior crisi alimentare del 21° secolo. L’Unicef avverte: «Oltre due milioni di bambini del Corno d’Africa risultano malnutriti e bisognosi di urgenti aiuti salvavita, se vogliono sopravvivere alla siccità che ha colpito la regione»[1].

La regione afflitta dalla crisi è quella del Corno d’Africa comprendente Etiopia, Kenya, Gibuti, Somalia ed Eritrea. Una regione martoriata dalle guerre. Basti pensare all’attuale conflitto armato in Somalia che ormai quasi da vent’anni logora il paese e che rappresenta una delle concause dell’attuale tragedia umana.

Ai danni provocati dalla violenza dell’uomo si aggiungono i capricci della natura. Una terribile siccità si è abbattuta sulla regione. Due stagioni senza pioggia ed i raccolti sono andati persi, il bestiame sta morendo e le già carenti fonti d’acqua potabile diventano sempre meno accessibili. «Il raccolto non sarà possibile prima di 3 o 4 mesi e la situazione di crisi alimentare andrà avanti con livelli di denutrizione, soprattutto per i bambini. Le colture base, come fagioli e mais, da cui dipende la sopravvivenza di milioni di persone, sono infatti messe fortemente a rischio, proiettate verso una contrazione della produttività del 20 e del 50 per cento, mentre il bestiame sta morendo, colpendo gli allevatori della regione»[2]. A questo si aggiunge l’enorme aumento dei prezzi dei beni alimentari, un aumento che per alcuni beni ha raggiunto il 200%[3]. Il risultato: milioni di persone, soprattutto bambini, che stanno morendo di fame e di malattie. Le zone più colpite dalla crisi (Somalia, Turkana e Wajir nel Kenya settentrionale) non a caso sono anche le zone più marginalizzate economicamente e politicamente.

In questa situazione molte persone fuggono. Nell’ultimo mese il flusso dei profughi è stato massiccio. Circa 10.000 persone arrivano ogni settimana nel complesso di Daadab (Ifo, Hagadera e Dagahaley), nel Nord-est del Kenya al confine con la Somalia, dove attualmente stanno ricevendo assistenza circa 380.000 persone, nonostante tali campi siano stati progettati per assistere massimo 90.000 persone[4]. Si tratta soprattutto di somali. 70.000 profughi provenienti dalla Somalia sono attualmente ospitati nel campo di Dolo Odo in Etiopia[5]. I profughi arrivano nei campi dopo settimane di cammino in mezzo al deserto. All’arrivo le loro condizioni sono disperate. Il tasso di malnutrizione dei bambini nei campi profughi supera di due volte la soglia considerata di emergenza[6]. Oltre 2 milioni di bambini stanno morendo di fame, e quelli che non muoiono si porteranno dietro le conseguenze di questa tragedia umana. Il loro sviluppo fisico e psicologico resterà segnato per sempre[7].

La siccità per questa zona non è una novità. Questa volta però la gravità del fenomeno ha raggiunto un livello che non si vedeva da circa 60 anni. Ma la vera colpevole della tragedia non è la natura con i suoi fenomeni, quanto l’inesistenza di politiche ed interventi adeguati per rispondere a quello che in queste zone rappresenta un rischio perenne. Non esistono i mezzi per rispondere alle sfide della siccità, così come non esistono i mezzi per rispondere all’emergenza provocata dalla conseguenza della siccità, ovvero la carestia. Ma la cosa peggiore è che quei pochi mezzi che la popolazione aveva per far fronte all’ostilità del clima spesso sono stati distrutti da scelte politiche volte a favorire le grandi imprese, il turismo o l’agricoltura su larga scala[8].

Alla tragedia si aggiunge il dramma. L’Oxfam sta denunciando in questi giorni una situazione paradossale. Sembrerebbe che esista un altro campo attrezzato per accogliere profughi e già pronto all’uso, Ifo II, situato nella regione nord-est del Kenya. Questo campo potrebbe accogliere circa 40.000 profughi permettendo un relativo alleggerimento degli altri due insediamenti attualmente utilizzati. Ma il governo di Nairobi si rifiuta di aprirlo e di permetterne l’utilizzo. Così uomini, donne e bambini, scappati dalla morte nella speranza di poter ricevere aiuto, si affollano fuori dal campo. Ma le porte restano chiuse[9].

Oltre agli appelli di Oxfam rivolti direttamente al governo del Kenya affinché il nuovo campo venga aperto, si aggiungono gli appelli di tutte le altre organizzazioni non governative che stanno lavorando per cercare di arginare l’emergenza. Si tratta di appelli alla Comunità Internazionale per richiedere aiuti e finanziamenti. Il World Food Programme stima che la cifra necessaria per far fronte all’emergenza alimentare fino alla fine dell’anno raggiunga i 477 milioni di dollari. Attualmente si stima che i finanziamenti siano in deficit del 40%, circa 190 milioni di dollari[10].

L’Unione Europea, seppur scossa dai suoi problemi economici interni, ha stanziato un piano di aiuti che ammonta a 5,67 milioni di euro. Gli aiuti serviranno per cercare di rispondere alle necessità derivanti dall’enorme flusso di rifugiati. Le priorità naturalmente consistono in fornire alimenti ai gruppi più vulnerabili, curare i bambini malnutriti, proteggere il bestiame e fornire acqua potabile[11].

È chiaro quanto gli aiuti in questo momento siano vitali per rispondere all’emergenza. Ma nuovamente si ripropone il problema dell’inefficacia degli aiuti nel lungo periodo. Carenze strutturali, mancanza di servizi di base e politiche poco attente alle reali esigenze della popolazione e ai rischi derivanti da certe scelte economiche, sono le vere sfide da affrontare se si vuole cercare una soluzione, efficace ed efficiente, a quello che in questa regione del mondo è un problema cronico. Ma questo obiettivo di lungo periodo richiede un impegno ancora maggiore.


[1] In fuga per la vita. Viaggio nel deserto del Corno d’Africa, UNICEF, http://www.unicef.it/doc/2844/in-fuga-per-la-vita-viaggio-nel-deserto-del-corno-africa.htm

[2] Unicef, “Strage di bambini nel Corno d’Africa” Sono oltre due milioni ad essere malnutriti , Repubblica, 08 luglio 2011, http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/07/08/news/unicef_strage_di_bambini_nel_corno_d_africa_sono_oltre_due_milioni_ad_essere_malnutriti-18857261/

[3]In fuga per la vita. Viaggio nel deserto del Corno d’Africa, UNICEF, http://www.unicef.it/doc/2844/in-fuga-per-la-vita-viaggio-nel-deserto-del-corno-africa.htm

[4]Unicef, “Strage di bambini nel Corno d’Africa” Sono oltre due milioni ad essere malnutriti , Repubblica, 08 luglio 2011, http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/07/08/news/unicef_strage_di_bambini_nel_corno_d_africa_sono_oltre_due_milioni_ad_essere_malnutriti-18857261/

[5] Kenya, Oxfam chiede l’apertura del nuovo campo rifugiati, Oxfam Italia, 12 luglio 2011, http://www.oxfamitalia.org/dal-mondo/kenya-oxfam-chiede-lapertura-del-nuovo-campo-rifugiati

[6] Il Corno d’Africa tra siccità e carestia, Not in the News Net, 28 giugno 2011, http://www.ntnn.info/it/articles/il-corno-d-africa-tra-siccita-e-carestia.htm

[7]Unicef, “Strage di bambini nel Corno d’Africa” Sono oltre due milioni ad essere malnutriti , Repubblica, 08 luglio 2011, http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/07/08/news/unicef_strage_di_bambini_nel_corno_d_africa_sono_oltre_due_milioni_ad_essere_malnutriti-18857261/

[8] Políticas de desarrollo ineficaces amenazan millones de vidas, El País, 08 luglio 2011, http://blogs.elpais.com/3500-millones/2011/07/politicas-de-desarrollo-ineficaces-amenazan-la-vida-de-millones-de-personas.html

[9] Kenya, Oxfam chiede l’apertura del nuovo campo rifugiati, Oxfam Italia, 12 luglio 2011, http://www.oxfamitalia.org/dal-mondo/kenya-oxfam-chiede-lapertura-del-nuovo-campo-rifugiati

[10]Unicef, “Strage di bambini nel Corno d’Africa” Sono oltre due milioni ad essere malnutriti , Repubblica, 08 luglio 2011, http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/07/08/news/unicef_strage_di_bambini_nel_corno_d_africa_sono_oltre_due_milioni_ad_essere_malnutriti-18857261/

[11] New emergency funding to reach Horn of Africa refugees, European Union @ United Nations, 06 luglio 2011, http://www.europa-eu-un.org/articles/en/article_11189_en.htm

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