Il ritiro iracheno di Obama, verso le elezioni

di Gaetano Di Tommaso,

Il 21 ottobre, annunciando il ritiro delle truppe americane presenti in Iraq, Obama ha mantenuto una delle promesse più significative tra quelle fatte durante la campagna elettorale del 2008. Lo ha fatto chiudendo una guerra durata oltre otto anni e costata tantissimo al paese sotto tutti i punti di vista. Washington ha speso circa 1.000 miliardi di dollari per l’intervento in Iraq: se – per assurdo – il governo americano potesse riavere indietro oggi tutti i dollari spesi, riuscirebbe a tappare quasi completamente il buco del deficit di bilancio previsto per il 2011. I conti, tra l’altro, sono stati fatti senza considerare il valore della basi, degli armamenti e delle attrezzature che continueranno ad essere consegnati al governo iracheno insieme ai loro pezzi di ricambio. Calcolando anche questi costi di lungo periodo, la spesa supererebbe addirittura i 2.000 miliardi di dollari. Se il prezzo della guerra è stato elevatissimo in termini economici, poi, non è stato da meno in termini di vite umane, con oltre 4.400 caduti americani e circa 100.000 stimate tra gli iracheni.

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