La monarchia giordana alla prova con fratture interne e pressioni internazionali

di Alice Marziali

«Jordan will seem “stable” until it’s not. And then it will be too late»1.
Così si legge in un tweet riferito al terzo cambio di governo avvenuto in Giordania in meno di 14 mesi, ovvero dall’inizio delle prime manifestazioni del venerdì che hanno introdotto la Primavera Araba anche nel cuore del regno hascemita, provocando l’immediata sostituzione del Primo Ministro Samir Rifai ad inizio 2011. Il livello di allerta internazionale sta iniziando a crescere intorno al piccolo ed eterogeneo Stato, pilastro occidentale nella regione, la stabilità del quale sembrava indiscutibile, nonostante varie voci perlopiù inascoltate si levassero da tempo a porre l’allarme sul deteriorarsi delle condizioni politiche interne.

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