Costruire il presente per non ricostruire il passato

di Giovanni Piazzese

Quando il 12 gennaio 2010 Haiti ha tremato, la vita per i cittadini dell’isola, in particolare quella di coloro che vivevano a Port-au-Prince e dintorni, è cambiata drasticamente.
Le macerie degli edifici pubblici, delle abitazioni e delle poche infrastrutture del paese hanno intasato le strade della capitale e dei centri limitrofi, i morti e i feriti hanno cominciato ad affiorare ad ogni angolo, mentre i sopravvissuti al disastro cercavano una sistemazione d’emergenza allestendo rifugi improvvisati nelle piazze o abbandonando le zone del sisma per raggiungere luoghi più sicuri. Continua a leggere

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Relazioni pericolose. Il Giappone e l’atomo da Hiroshima a Fukushima

di Matteo Dian

Nessun paese è stato segnato dall’impatto della tecnologia atomica tanto profondamente quanto il Giappone. Il primo impatto con l’atomo è stato quello più tragico. Le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki rappresentano il culmine della sconfitta giapponese nella Grande Guerra del Pacifico e del fallimento del progetto di costruzione di un ordine regionale basato sull’egemonia del Trono del Crisantemo. Continua a leggere

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Romania’s Major Problem: The Corruption of Political Class

di Gratian Mihailescu

Corruption represents a social injustice factor, which maintains and increases poverty and affects the economic development. Acts of corruption have a direct impact on economic and social development, destroying the potential benefits of free market economy rules and inhibit the ability of state agencies to prevent and combat them.
The European Union is suffering severe corruption problems. Transparency international indicates that countries like Hungary, the Czech Republic, Latvia, Slovakia, Italy, Romania, Bulgaria, and Greece are among the countries with the highest rate of perception of corruption. Continua a leggere

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Linguistic Disputes and Identity Construction. The Case of Tatarstan

di Laura la Zazzera

Tatarstan, a small republic in the Southwest of the Russian Federation, is witnessing today an «orthographic battle» that aims to abandon the Cyrillic alphabet and introduce Latin characters. Whereas this may appear as a mere linguistic or orthographic dispute, in fact the cultural, political and even economic implications of this language-related struggle are worth some attention. Continua a leggere

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La monarchia giordana alla prova con fratture interne e pressioni internazionali

di Alice Marziali

«Jordan will seem “stable” until it’s not. And then it will be too late»1.
Così si legge in un tweet riferito al terzo cambio di governo avvenuto in Giordania in meno di 14 mesi, ovvero dall’inizio delle prime manifestazioni del venerdì che hanno introdotto la Primavera Araba anche nel cuore del regno hascemita, provocando l’immediata sostituzione del Primo Ministro Samir Rifai ad inizio 2011. Il livello di allerta internazionale sta iniziando a crescere intorno al piccolo ed eterogeneo Stato, pilastro occidentale nella regione, la stabilità del quale sembrava indiscutibile, nonostante varie voci perlopiù inascoltate si levassero da tempo a porre l’allarme sul deteriorarsi delle condizioni politiche interne. Continua a leggere

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NATO and the Transatlantic Bargain

di Giuseppe Paparella

The North Atlantic Treaty Organization, one of the most enduring inheritances of the end of the Second World War, has been depicted as the «most successful military alliance in history».

However, since the end of the Soviet threat, NATO has known several attempts to reformulate its commitment in the international politics’ arena by elaborating three Strategic Concepts in 1991, 1999 and 2010. With the introduction of the concept of Smart Defense, provided by NATO Secretary General Anders Fogh Rasmussen in February 2011, NATO has enlarged the spectrum of its global engagement in a more rational and specific way, by focusing on the conceptual binomial security-flexibility. Continua a leggere

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To pay or not to pay, there is no question

di Dario Fazzi

Less than one year ago the debate on student loans bubble flourished in the US. The Occupy movement dramatically captured popular imagination by stating that student loans had reached $1 trillion and could potentially constitute the next economic bubble. Protesters evoked the ghost of another out-of-control economic crisis. The Occupy movement highlighted the risk of the spiraling student debt and put the issue at the top of the political agenda. Continua a leggere

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World in Progress No.15

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AFRICA

Cittadinanza e comunità locali nel Sudafrica post-apartheid.
Le proteste per il diritto alla casa di Joe Slovo e Symphony Way a Cape Town, pag. 4

AMERICA LATINA/LATIN AMERICA

Il litio contro il petrolio: Argentina, Bolivia e Cile, nuove potenze energetiche, pag. 11

ASIA

Letteratura e politica nella Cina contemporanea: un nuovo approccio, pag. 14

EUROPA OCCIDENTALE/WESTERN EUROPE

Something was born in Ragusa in 1982, and it wasn’t just me, pag.17

EUROPA ORIENTALE E RUSSIA/EASTERN EUROPE AND RUSSIA

Romania’s Absurd Drama: The Inability to Spend European Funds, pag.19

MEDIO ORIENTE/MIDDLE EAST

Verso le elezioni: il percorso (ad ostacoli) della nuova Libia, pag.22

RELAZIONI INTERNAZIONALI/INTERNATIONAL RELATIONS

@vanti popolo!, pag.26

STATI UNITI/UNITED STATES

Romney: una questione latina per il candidato presidencial, pag. 30

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Cittadinanza e comunità locali nel Sudafrica post-apartheid. Le proteste per il diritto alla casa di Joe Slovo e Symphony Way a Cape Town

di Emilio Acerbi

La parola chiave per descrivere la società sudafricana contemporanea è inequality. Una minoranza della popolazione detiene la maggior parte delle risorse, vive in quartieri privati (gated communities) e gode di servizi avanzati pari a quelli garantiti in un paese occidentale. Cape Town, sotto questo aspetto, è una città europea a tutti gli effetti. Tuttavia, Cape Town è anche definita la shack capital city del Sudafrica democratico, ovvero la capitale delle baraccopoli.
La maggior parte della popolazione povera, coloured e nera, abita nelle township, baraccopoli che si trovano ai bordi delle città, i cui abitanti non hanno accesso ai servizi di base. Continua a leggere

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Il litio contro il petrolio: Argentina, Bolivia e Cile, nuove potenze energetiche

di Giacomo Finzi

Sulle note di Piero Ciampi, «Il vino contro il petrolio», mi pongo i seguenti interrogativi: e se il futuro energetico di buona parte del mondo dovesse dipendere da una nuova formula di minerali? Quali sarebbero gli effetti geo-politici ed economici per i paesi latinoamericani e quali le conseguenze per i produttori petroliferi se il litio dovesse rivoluzionare il nostro sistema energetico?

Il litio è un minerale con diverse proprietà, difficile da utilizzare poiché si ossida rapidamente nell’atmosfera. Si tratta del metallo alcalino più leggero della tavola periodica e ha proprietà corrosive. Risiede perlopiù all’interno di grandi concentrazioni di sale (le maggiori riserve si trovano nel Salario di Atacama in Cile e nel Salario di Uyuni, Bolivia) ed è estraibile solo attraverso una soluzione di cloruro e l’elettrolisi. Al principio era utilizzato per la produzione di lubrificanti e di vetro resistente ad elevate temperature; veniva inoltre adoperato nell’industria farmaceutica. Continua a leggere

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